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Statistica applicata
Media, mediana e moda: quando la media mente

In Italia il reddito medio è di 25.011 euro, quello mediano di 22.062: la media è più alta del 13,4%, e circa sei italiani su dieci stanno sotto la media.

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Media, mediana e moda: quando la media mente
Grafico: indice dei prezzi dei servizi di trasloco e indice generale, Italia 2015-2025, che si incrociano nel 2022
Misurare l'Italia

Quanto costa un trasloco in Italia, e come si misura

Il prezzo medio di un trasloco non è rilevato da nessun ente: le cifre in rete vengono da preventivi commerciali. Esiste però un indice ufficiale, e dice che dal 2015 i traslochi sono rincarati del 21,9%, meno dell’inflazione generale.

Grafico: due curve dell'indice di Gini italiano dal 2014 al 2025, 48,0 prima dei trasferimenti sociali e 31,0 dopo
Disuguaglianza e misure

L’indice di Gini: cosa misura, come si calcola, cosa non dice

L’indice di Gini misura quanto una distribuzione si discosta dalla perfetta uguaglianza. Per l’Italia vale 31,0 nel 2025 — ma lo stesso paese, lo stesso anno, può avere due indici diversi a seconda di cosa si è misurato.

Grafico a barre: inflazione IPCA per quinto di spesa delle famiglie nel I, II e III trimestre 2026. Nel III trimestre 4,4% per il quinto che spende meno e 2,9% per quello che spende di più; nel I trimestre 1,0% contro 1,6%.
Misurare l'Italia

Inflazione: perché il tuo carrello non è il paniere ISTAT

A settembre 2026 l’inflazione ISTAT è al 4,2%, il «carrello della spesa» all’1,5%, i prodotti ad alta frequenza d’acquisto al 5,2%. Nel III trimestre 4,4% per le famiglie che spendono meno, 2,9% per quelle che spendono di più. Stessi prezzi, pesi diversi.

Grafico a linee: spread BTP-Bund a 10 anni, medie mensili, in punti base, da gennaio 1999 a settembre 2026. Minimo 14 a settembre 2003, massimo 519 a novembre 2011, 205 ad agosto 2019, 88,9 a settembre 2026.
Misurare l'Italia

Lo spread BTP-Bund: 89 punti base a settembre 2026, e che cosa stiamo davvero misurando

A settembre 2026 lo spread BTP-Bund è 88,9 punti base: 4,362% meno 3,473%. Ma lo spread è una differenza tra due rendimenti: come si legge, come è misurato, perché in quasi un mese su tre va in verso opposto al rendimento italiano e perché non è il costo del debito. Dati Eurostat e BCE.

Grafico a barre: quota delle famiglie e quota delle persone per numero di componenti, Italia, 31 dicembre 2024. Famiglie di una persona: 38,2% delle famiglie ma 17,4% delle persone; famiglie di quattro: 12,7% delle famiglie e 23,1% delle persone.
Misurare l'Italia

Le famiglie italiane: sempre di più, sempre più piccole. E perché la «famiglia media» inganna

Al 31 dicembre 2024 in Italia c’erano 26,7 milioni di famiglie con 2,19 componenti in media. Il 38,2% è di una persona sola, ma chi vive da solo è il 17,4% degli italiani. Famiglie e persone: due conteggi, due medie.

Grafico a intervalli: mortalità infantile 2024 nei 27 paesi UE, decessi sotto un anno per mille nati vivi, con intervallo di Poisson al 95%. Italia 2,5 (da 2,36 a 2,69); Malta 5,0 (da 2,97 a 7,34); Lussemburgo 5,3 (da 3,65 a 7,36); Lettonia 1,5 (da 0,89 a 2,30); Romania 6,6 (da 6,21 a 7,06). Danimarca, Irlanda e Cipro senza decessi 2024 nei dati usati.
Misurare l'Italia

Mortalità infantile: 2,5 ogni mille nati, e quanto conta il caso nei confronti tra paesi

Nel 2024 in Italia 932 bambini sono morti prima di un anno su 369.944 nati vivi: 2,5 ogni mille, contro 3,5 nell’UE-27. Ma nei paesi piccoli i decessi si contano a decine e la graduatoria al decimale ballano: come si legge il tasso e quanto pesa il caso. Dati Eurostat.

Grafico a linee: quota di giovani di 18-24 anni che hanno lasciato presto istruzione e formazione, Italia e UE-27, 2002-2025. Italia da 24,2% a 8,2%, UE da 16,9% a 9,1%; nel 2025 l'Italia scende sotto la media UE e sotto la soglia del 9% dell'obiettivo 2030.
Misurare l'Italia

Abbandono scolastico: quanti giovani lasciano gli studi, e come lo misura l’Europa

Nel 2025 l’8,2% dei giovani italiani di 18-24 anni aveva al massimo la licenza media ed era fuori da scuola e formazione: per la prima volta sotto la media UE (9,1%). Che cosa conta l’indicatore Eurostat, come è misurato e che cosa non dice.

Due grafici. In alto, popolazione italiana in milioni, scenario mediano ISTAT e intervallo al 90%, asse da zero: 58,9 nel 2025, 58,7 nel 2030, 55,0 nel 2050 (53,0-57,0), 45,8 nel 2080 (39,0-52,8). In basso, ampiezza dell'intervallo: 0,2 milioni nel 2030, 4,0 nel 2050, 13,8 nel 2080.
Misurare l'Italia

Previsioni demografiche ISTAT: uno scenario non è una profezia

Per l’ISTAT i residenti in Italia passano da 58,9 milioni (2025) a 55,0 nel 2050 e 45,8 nel 2080 nello scenario mediano, ma l’intervallo al 90% va da 0,2 milioni di ampiezza nel 2030 a 13,8 nel 2080. Come si legge uno scenario, cosa è praticamente certo e cosa no. Dati ISTAT, base 1/1/2025.

Grafico a barre: variazione media della resa del grano tenero nelle regioni UE. Il 20% con il raccolto peggiore nel 2023: −25,3% dal 2022 al 2023, +31,2% dal 2023 al 2024. Tutte le regioni: −0,7% e +1,4%. Il 20% con il raccolto migliore nel 2023: +24,2% e −7,0%.
Statistica applicata

Regressione verso la media: perché dopo un anno nero «migliora tutto da solo»

Nelle regioni UE con il calo più forte della resa del grano nel 2023 (−25,3% in media), l’anno dopo la resa è risalita del 31,2%, contro l’1,4% dell’insieme. È la regressione verso la media: cos’è, perché succede e come non scambiarla per l’effetto di un intervento.

Due grafici. In alto, emigrazioni dall'Italia per anno 2015-2025 in migliaia, italiani e stranieri: nel 2024 sono 189 (141 italiani), nel 2025 144 (109 italiani). In basso, italiani residenti all'estero: 6,60 milioni secondo l'ISTAT (31/12/2025, stima) contro 7,36 milioni secondo l'anagrafe consolare del Ministero degli Esteri (2025).
Misurare l'Italia

Italiani all’estero: quanti sono, quanti partono, e perché i numeri non coincidono

Gli italiani residenti all’estero sono 6,60 milioni per l’ISTAT (31/12/2025, stima) e 7,36 per il Ministero degli Esteri; gli espatri 2025 sono 109.004, le emigrazioni totali 144.157. Stock e flusso, chi conta cosa e perché i numeri non coincidono. Dati ISTAT e Ministero degli Esteri.

Grafico a barre: famiglie in povertà assoluta e relativa nel 2025, in percentuale. Nord 7,6 e 7,0; Centro 6,3 e 5,9; Mezzogiorno 9,6 e 19,5; Italia 8,0 e 10,8.
Disuguaglianza e misure

Povertà assoluta e povertà relativa: due soglie, due numeri

Nel 2025 l’8,0% delle famiglie è in povertà assoluta e il 10,8% in povertà relativa (ISTAT). Due soglie costruite in modo diverso: una segue il costo della vita locale, l’altra è una sola per tutta Italia. Per questo disegnano due mappe diverse della povertà.

Grafico a barre, Italia 2022-gennaio/agosto 2026, miliardi di euro. Saldo senza energia: +80,3 (2022), +98,8, +104,5, +97,7, +72,1. Saldo energetico: −111,3, −64,3, −49,6, −46,9, −37,4. Saldo totale: −31,0, +34,5, +54,9, +50,7, +34,7.
Misurare l'Italia

Bilancia commerciale: perché il saldo totale dice poco se non si separa l’energia

Il saldo commerciale italiano è passato da −31,0 miliardi nel 2022 a +50,7 nel 2025, ma senza energia è stato in avanzo ogni anno. Saldo con e senza energia, grezzo e destagionalizzato, valore e prezzi, revisioni: come si legge. Dati ISTAT.

Grafico a barre: minori consumi elettrici attribuiti all'ora legale, stima di Terna a marzo e dato di fine ottobre, milioni di kWh. 2024: 370 e 340; 2025: 330 e 310; 2026: stima 302, dato non ancora pubblicato.
Misurare l'Italia

Ora solare: quanta energia si risparmia davvero con il cambio d’ora

Domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare. Terna stima che l’ora legale 2026 faccia consumare circa 302 milioni di kWh in meno, poco meno dello 0,1% dei consumi elettrici italiani. Come è calcolato il numero, perché a ottobre la stima viene rivista e perché gli euro risparmiati cambiano con il prezzo del kWh.

Due grafici, Italia 1996-2025. In alto il debito pubblico sale da 1.260 a 3.096 miliardi di euro. In basso il rapporto debito/PIL scende da 118,9% (1996) a 103,5% (2007), sale a 154,4% nel 2020 e chiude a 137,1% nel 2025.
Misurare l'Italia

Il debito pubblico in rapporto al PIL: perché il rapporto scende anche quando il debito sale

Il debito pubblico italiano è salito in tutti i 29 anni dal 1997 al 2025 (da 1.260 a 3.096 miliardi), ma il rapporto con il PIL è sceso in 15. Numeratore, denominatore e revisioni del PIL: come si legge il rapporto. Dati Eurostat e Banca d’Italia.

Grafico a due linee, Italia 1960-2025. I nati vivi scendono da 1.016.120 nel 1964 a 355.435 nel 2025; i decessi salgono da 480.932 nel 1960 a 651.830 nel 2025. Le due linee si incrociano nel 1993: 549.484 nati, 549.974 decessi.
Misurare l'Italia

Inverno demografico: tre misure diverse sotto una metafora

Nel 2025 in Italia 355.435 nati e 651.830 decessi, ma popolazione quasi ferma (−636): «inverno demografico» non è un indicatore, sono tre misure diverse (fecondità, variazione naturale, popolazione totale). Dati Eurostat, Italia e UE-27.

Tre barre orizzontali sugli stranieri in Italia. Cittadinanza straniera, 1 gennaio 2025: 5,37 milioni. Nati all'estero, 1 gennaio 2025: 6,93 milioni. Permessi di soggiorno validi di cittadini non UE, 31 dicembre 2025: 4,26 milioni.
Misurare l'Italia

Stranieri in Italia: quanti sono, e i quattro numeri che si confondono

Al 1 gennaio 2025 i residenti con cittadinanza straniera erano 5,37 milioni e i nati all’estero 6,93 milioni; i permessi validi a fine 2025 erano 4,26 milioni: tre conteggi ufficiali, tre numeri, più chi ha acquisito la cittadinanza. Dati Eurostat e confronto UE-27.

Due barre orizzontali sui 15-24enni, agosto 2026. In alto, su 100 giovani: occupati 17,0%, disoccupati 4,3%, inattivi 78,7%. In basso, su 100 giovani nelle forze di lavoro: occupati 79,7%, disoccupati 20,3%.
Misurare l'Italia

Occupati, disoccupati, inattivi: chi conta come cosa (e perché «un’ora di lavoro» basta per essere occupati)

Ad agosto 2026 l’ISTAT stima il tasso di occupazione al 63,0%, la disoccupazione al 6,2% e l’inattività al 32,7%: tre tassi con tre denominatori diversi, definizioni ufficiali, margine d’errore e confronto europeo sul sottoutilizzo.

Grafico a barre, Italia 2021-2025: quota di famiglie che dichiarano di aver limitato la spesa per il cibo rispetto a un anno prima. 24,4% (2021), 29,5% (2022), 31,5% (2023), 31,1% (2024), 29,4% (2025).
Misurare l'Italia

Quasi un terzo delle famiglie taglia sul cibo? Il dato ISTAT dice anche che la quota scende

Nel 2025 il 29,4% delle famiglie dichiara di aver limitato la spesa per il cibo, dal 31,1% del 2024. Come è misurato, cosa non dice e perché la spesa alimentare misurata, nello stesso report, sale. Dati ISTAT.

Grafico a barre e pallini, Italia, PIL in volume dal I trimestre 2024 al II 2026: le barre mostrano la variazione sul trimestre precedente (tra 0,0% e 0,3%), i pallini quella sullo stesso trimestre dell'anno prima (tra 0,4% e 1,0%). Nel II 2026: +0,2% e +1,0%.
Misurare l'Italia

Il PIL trimestrale: tre numeri per un dato (e perché +0,2% e +1,0% sono entrambi giusti)

Nel II trimestre 2026 il PIL italiano è +0,2% sul trimestre, +1,0% sull’anno e +0,8% di crescita acquisita (ISTAT): tre misure diverse dello stesso livello, che si ricavano dai dati Eurostat e non si sommano.

Grafico a linee, Italia 2024: su 100 nati, la quota ancora viva scende dal 100% alla nascita al 92,4% a 65 anni, al 60,8% a 83,7 anni (la speranza di vita) e al 50% a 86,6 anni (età mediana al decesso).
Misurare l'Italia

Speranza di vita: cosa vuol dire «83 anni» e perché non è una previsione

La speranza di vita alla nascita in Italia è 83,7 anni (Eurostat 2024) ma non è l’età a cui si muore né una previsione: l’età mediana al decesso è 86,6 (calcolo nostro) e chi arriva a 65 anni ha in media altri 21,4 anni.

Grafico a linee, Italia 1960-2025: la quota di residenti con 0-14 anni scende dal 24,7% all'11,9%, quella con 65 anni e più sale dal 9,3% al 24,7%; le due linee si incrociano nel 1992 (15,5% contro 15,4%).
Misurare l'Italia

Età media e indice di vecchiaia: l’Italia è il paese più vecchio d’Europa?

Età media, mediana, quota di over 65 e indice di vecchiaia non sono sinonimi. Con le misure confrontabili l’Italia è prima nell’UE-27: mediana 49,1 anni, 24,7% di over 65, indice di vecchiaia 208 (calcolo nostro).

Grafico a barre: quattro cifre di "stipendio medio" a confronto — ISTAT/Eurostat 37.302 euro (tempo pieno equivalente, 2022), INPS 24.486 euro (retribuzione effettiva, 2024), MEF 24.250 euro (reddito dichiarato, 2024), mediana calcolata da Metron Journal 21.389 euro (2024).
Misurare l'Italia

Stipendio medio in Italia: perché la cifra che circola è quasi sempre sbagliata

ISTAT dice 37.302 euro, INPS dice 24.486, il MEF 24.250: tre fonti ufficiali, tre numeri diversi, e nessuna pubblica la mediana. L’abbiamo calcolata noi: 21.389 euro.

Grafico a barre: variazione tendenziale dell'indice NIC, stima provvisoria contro dato definitivo, per giugno, luglio e agosto 2026. Giugno e agosto confermati (3,0% e 3,3%); luglio rivisto da 2,8% a 2,9%.
Misurare l'Italia

Come si legge un comunicato ISTAT: stime flash, dati provvisori, revisioni

L’ISTAT pubblica l’inflazione due volte al mese: stima provvisoria, poi dato definitivo. A luglio 2026 sono usciti due numeri diversi, +2,8% e +2,9%: non è un errore, è il calendario dichiarato. Ecco come leggerlo.

Grafico a linea del numero medio di figli per donna in Italia dal 1960 al 2025: massimo di 2,66 nel 1964, discesa sotto la soglia di ricambio di 2,1 a metà anni Settanta, minimo di 1,19 nel 1995, risalita a 1,44 nel 2010, nuovo minimo di 1,18 nel 2024 e stima di 1,14 per il 2025. Asse verticale da zero.
Misurare l'Italia

Natalità e fecondità: il numero di figli per donna, e perché «1,2» non dice tutto

Nel 2024 l’Italia ha 1,18 figli per donna, quasi come nel 1995 (1,19): ma i nati sono scesi da 526 a 370 mila, perché le donne di 25-39 anni sono il 28% in meno. Nati, tasso di natalità e fecondità misurano cose diverse: come leggerli.

Grafico a linea della popolazione residente in Italia al 1° gennaio, dal 1960 al 2026: crescita da 50 a oltre 60 milioni, massimo di 60,3 milioni al 1° gennaio 2014, poi discesa fino a 58,9 milioni nel 2026 (dato provvisorio). Asse verticale da 45 milioni, non da zero.
Misurare l'Italia

Quanti siamo davvero: la popolazione italiana e come si conta

Al 1° gennaio 2026 l’Italia ha 58.942.828 residenti (dato provvisorio ISTAT). Ma censimento, anagrafe e stime correnti danno numeri diversi, tutti giusti: nel 2011 il censimento trovò 1,2 milioni di persone in meno dei registri. Come si conta la popolazione, e quale numero usare.

Grafico a dispersione dei 27 paesi UE, 2025: sull'asse orizzontale il tasso di rischio di povertà (quanti sono poveri), su quello verticale il divario di povertà (quanto sono poveri). I punti sono sparsi, non allineati: le due misure non vanno insieme. L'Italia è a tasso 18,6% e divario 24,6%.
Disuguaglianza e misure

Quanti poveri, o quanto poveri? Il divario di povertà

Il tasso di povertà conta quante persone stanno sotto la soglia; il divario misura quanto sotto ci stanno. In Italia 2025 il tasso è 18,6% e il divario 24,6%: il povero mediano vive col 75% della soglia. Due paesi con lo stesso tasso possono avere povertà di profondità molto diversa. Dati Eurostat, 27 paesi.

Grafico a barre orizzontali: il tasso di rischio di povertà in Italia nel 2025 scende dal 46,9% prima di tutti i trasferimenti al 26,8% tolte le sole pensioni, al 18,6% con il reddito disponibile. La riduzione di 20,1 punti sono le pensioni, quella di 8,2 punti tutti gli altri trasferimenti.
Disuguaglianza e misure

Quanto i trasferimenti riducono la povertà, e perché quasi tutto sono pensioni

In Italia i trasferimenti pubblici abbassano il rischio di povertà dal 46,9% al 18,6%. Ma 20 di quei 28 punti sono pensioni, e dopo i trasferimenti i minori restano più poveri degli anziani. Cosa misura il tasso prima e dopo, sui dati Eurostat di 27 paesi.

Grafico a barre orizzontali dei 27 paesi dell'Unione europea ordinati per tasso di mortalità standardizzato per età nel 2021, da Bulgaria 2.132 a Spagna 829 per 100.000; accanto a ogni paese il rango con il tasso grezzo. L'Italia è ventitreesima per tasso standardizzato e quattordicesima per tasso grezzo; l'Irlanda ventunesima e ventisettesima.
Statistica applicata

Tasso grezzo e tasso standardizzato: perché sembra che in Italia si muoia più che in Irlanda

In Italia muoiono 11,1 persone ogni 1.000 abitanti l’anno, in Irlanda 6,5. Ma a parità di età l’Italia ha una mortalità più bassa: il tasso grezzo misura l’età della popolazione, quello standardizzato il rischio. Come si calcola, sui dati Eurostat di 27 paesi e 21 regioni.

Grafico a linee del tasso di disoccupazione italiano dal 2009 al 2025, asse da zero, con la discesa dal 12,9 per cento del 2014 al 6,1 per cento del 2025 annotata nei due modi: differenza meno 6,8 punti percentuali, variazione relativa meno 52,7 per cento.
Statistica applicata

Percentuali e punti percentuali: l’errore più comune di chi scrive di numeri

Dal 12,9% al 6,1% la disoccupazione è scesa di 6,8 punti percentuali e del 52,7%: due letture corrette dello stesso dato, non la stessa notizia. La regola per non confonderle, sui dati Eurostat dell’Italia.

Grafico a linee dal 2000 al 2024 del rapporto fra Mezzogiorno e Centro-Nord, per abitante, con asse da zero a cento: la linea del PIL pro capite resta piatta fra il 55 e il 57,5 per cento, quella del reddito disponibile sale dal 63,9 al 69,7 per cento.
Disuguaglianza e misure

Nord e Sud: quanto è grande il divario dipende dal metro

PIL pro capite, reddito disponibile, occupazione, povertà: cinque indicatori Eurostat per cinque ripartizioni e 21 regioni danno al divario Nord-Sud cinque misure diverse. E il PIL per abitante del Mezzogiorno è fermo attorno al 56% del Centro-Nord dal 2000.

Grafico a barre orizzontali dell'indice di Gini 2025 per i 27 paesi dell'Unione europea, ordinati dal più alto: Bulgaria 37,7, Lettonia 35,6, Lituania 35,5, poi Grecia e Cipro; l'Italia è sesta con 31,0, sopra la linea tratteggiata dell'aggregato UE-27 a 29,2; ultima la Slovacchia con 23,0.
Disuguaglianza e misure

L’Italia nel confronto europeo: quanto è diseguale davvero

Gini, S80/S20 e AROPE mettono l’Italia 6ª o 7ª su 27 nei dati Eurostat 2025: sopra l’aggregato UE, mai sul podio. La tabella completa dei paesi UE e le istruzioni per leggerla.

Grafico a barre orizzontali: con lo stesso test (sensibilità 99%, specificità 99%), la probabilità che un positivo sia vero (valore predittivo positivo) scende dal 99% quando la malattia è comune (una su due) al 50% quando colpisce una su cento, fino al 9% per una su mille e all'1% per una su diecimila.
Statistica applicata

Falsi positivi: perché un test affidabile al 99% può ingannare

Un test accurato al 99% può dare, se la malattia è rara, più falsi allarmi che veri malati: con una malattia su cento, un positivo è vero solo una volta su due. Il teorema di Bayes con i conti in chiaro.

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